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	<title>Associazione radicale di Bologna Giorgiana Masi &#187; Comunicati</title>
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		<title>Prima di parlare di riforma elettorale</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:06:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeno.gobetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[da Agenzia radicale
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&#38;task=view&#38;id=13436&#38;Itemid=52
di ZENO GOBETTI
A seguito della decisione di inammissibilità sui quesiti referendari da parte della Corte costituzionale, si è aperto un concreto spazio di trattativa per mettere mano alla riforma del sistema elettorale. Infatti, si moltiplicano le proposte di legge presentate su questo argomento e gli appelli del Capo dello Stato affinché  il Parlamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>da Agenzia radicale</p>
<p>http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13436&amp;Itemid=52</p>
<p>di ZENO GOBETTI</p>
<p><strong>A seguito della decisione di inammissibilità sui quesiti referendari</strong> da parte della Corte costituzionale, si è aperto un concreto spazio di trattativa per mettere mano alla riforma del sistema elettorale. Infatti, si moltiplicano le proposte di legge presentate su questo argomento e gli appelli del Capo dello Stato affinché  il Parlamento si occupi di questo problema.</p>
<p><strong>Sarebbe opportuno ricordare che il Capo dello Stato </strong>ha la possibilità di inviare in maniera ufficiale un messaggio alle camere invitandole a rispondere a questa esigenza. Solo per inciso, mi farebbe piacere che il Presidente Napolitano facesse uso delle sue prerogative costituzionali limitando il discutibile potere di esternazione.</p>
<p><strong>A questo punto tocca ai parlamentari </strong>assumersi questa responsabilità, una parola che non serve solo per sostenere il Governo Monti, ma anche per riconoscere la propria funzione in questo particolare momento di crisi. Se bisogna essere responsabili, è necessario ricordare ai parlamentari  che è stato affidato a loro  il compito di riformare la legge elettorale su invito del Capo dello Stato e su una manifesta insoddisfazione popolare per il sistema vigente.</p>
<p><strong>Tuttavia, come al solito,</strong> è già partita la giostra delle proposte senza che si sia svolta una riflessione preliminare su ciò che vogliamo ottenere con il nuovo sistema elettorale. Alcuni propongono di imitare altri sistemi elettorali, chi lo vuole alla “tedesca”, altri alla “spagnola” , chi lo vuole alla “francese”, chi misto tra questi ecc…</p>
<p>Altri si sono arrovellati alla ricerca di sistemi complessi e, spesso, troppo complessi.</p>
<p><strong>Per quanto abbia delle mie opinioni in merito sui sistemi elettorali</strong>, ritengo sia utile porre alcuni interrogativi proprio per capire quali effetti primari desideriamo si realizzino con queste proposte. Altrimenti è chiaro che la semplice opposizione di differenti proposte tecniche rischia di restare del tutto incomprensibile a chi non ha una competenza specifica.</p>
<p><strong>Parlando di sistemi elettorali</strong>, si dice sempre che essi si debbano ispirare a due finalità principali: la rappresentanza e la governabilità. Mi piacerebbe che su questi temi si discutesse prima di passare ad offrire proposte di sistemi elettorali. Come mi è già capitato di dire in altri articoli, non penso che la legge elettorale sia l’unico strumento per determinare differenti modelli di rappresentanza e governabilità. Sarebbe necessario andare oltre la legge elettorale ed aprire una riflessione complessiva sulla forma di Governo del nostro Paese. Detto ciò, la legge elettorale rappresenta senza dubbio un tassello fondamentale in un assetto Costituzionale democratico. Tuttavia, il problema che dobbiamo porci è quale rappresentanza e quale governabilità abbiamo in mente quando affrontiamo il problema della legge elettorale.</p>
<p><strong>Partiamo dal concetto di rappresentanza.</strong> Senza entrare in complesse analisi di teoria politica, che comunque ogni tanto mi piacerebbe sentire, possiamo semplicemente identificare alcuni caratteri fondamentali della rappresentanza democratica. Penso sia utile presentarli, a costo di essere  noioso, perché mi sembra che proprio su questo tema siano entrati in crisi i sistemi democratici.</p>
<p><strong>In primo luogo, la rappresentanza democratica </strong>è sempre una rappresentanza politica. Il parlamentare rappresenta soltanto l’insieme delle opinioni politiche e degli interessi (legittimi)  presenti nell’elettorato. Il deputato non può rappresentare altro che questo. Per questo motivo nella Costituzione è scritto che il parlamentare rappresenta la nazione, e non interessi di categoria, di classe, di corpo o di genere. Quando siamo chiamati ad eleggere i parlamentari tra i candidati dobbiamo osservare la loro offerta politica generale, non solo le loro promesse specifiche.</p>
<p><strong>Voglio sottolineare che tale funzione di rappresentanza politica</strong> è riconosciuta al singolo parlamentare e non al suo partito. Infatti, un secondo elemento che è necessario tenere sempre presente, è che i partiti non svolgono alcuna funzione di rappresentanza politica nell’ordinamento costituzionale. Questo va sottolineato, perché mi sembra l’aspetto più trascurato nelle riflessioni sulla riforma elettorale. I partiti, per Costituzione, rappresentano solo libere forme di associazione di cittadini che si organizzano <em>per concorre con metodo democratico a determinane  la politica nazionale </em>(art. 49). Quando si parla della “rappresentanza dei partiti” nelle istituzioni si fa una affermazione di dubbio significato costituzionale.</p>
<p><strong>Per quando riguarda il concetto di governabilità,</strong> in generale, con tale espressione, si intende identificare la capacità dell’esecutivo di determinare, almeno in parte, le decisioni politiche. Si deve sottolineare che tale effetto dipende molto dalla forma di governo. Vorrei ricordare che al Governo, nel nostro ordinamento, non è riconosciuta alcuna funzione di rappresentanza politica. Il Governo non è espressione della voto popolare ma della fiducia del Parlamento. Tutte le distorsioni che si sono prodotte per rafforzare il ruolo del Governo rispetto al disegno originario della Costituzione hanno determinato uno squilibrio di funzioni e di poteri che può essere sistemato soltanto con una riforma generale dell’assetto istituzionale.</p>
<p><strong>Tornando alla legge elettorale</strong>, è chiaro che in un sistema parlamentare la governabilità può essere garantita solo dalla formazione di gruppi parlamentari coesi e stabili. In presenza di un sistema dei partiti frammentato, come è quello italiano, si sono inventati mille modi per garantire maggioranze stabili, sempre con scarsi risultati. L’unico che è riuscito a farlo è stato Berlusconi ma per via extra-costituzionale. Solo grazie al suo potere personale e al suo carisma politico ha mantenuto maggioranze politiche,  non per i suoi poteri costituzionali. Per questo è maturata nel paese l’idea del bipolarismo o bipartitismo come strumento per garantire governabilità. Il problema sta nel fatto che tutti i meccanismi per produrre bipolarismo e bipartitismo, (premi di maggioranza, sbarramenti…) determinano un effetto gravemente discorsivo della rappresentanza politica. Si è quindi deciso di sacrificare la rappresentanza per la governabilità. Una strada questa che, personalmente, ritengo molto pericolosa.</p>
<p><strong>Il problema di fondo</strong> risiede nel fatto che i partiti sono diventati il vero centro della decisione politica a scapito delle istituzioni, tra i quali i singoli parlamentari. Se si vuole fare una riflessione sulla legge elettorale e sulle riforme in generale, sono questi i nodi da discutere. Mi si potrà obiettare che ciò che ho argomentato rappresenta solo un aspetto teorico e che la politica delle democrazie “reali” funziona in modo diverso. La mia personale risposta è che facendo questo gioco si finisce per essere più realisti della realtà. Esistono meccanismi istituzionali per correggere, almeno in parte, gli effetti negativi dell’eccesso di potere dei partiti in Italia. La legge elettorale può essere uno di questi. Ne vogliamo parlare? Io sì, temo che altri abbiano meno interesse a farlo.</p>
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		<title>Quanto tempo ancora? Quante vittime ancora?</title>
		<link>http://www.radicalimasi.bo.it/blog/2011/12/05/quanto-tempo-ancora-quante-vittime-ancora/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 11:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeno.gobetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ennesimo suicidio in carcere e il secondo in poche settimane alla Dozza di Bologna, dimostrano, come se ce ne fosse ancora bisogno, la gravità delle condizioni di vita dei detenuti nei penitenziari italiani.
La “prepotente urgenza” dichiarata dal Capo dello Stato solo pochi mesi fa, non trova ancora risposte da parte delle istituzioni.
Ci chiediamo solo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’ennesimo suicidio in carcere e il secondo in poche settimane alla Dozza di Bologna, dimostrano, come se ce ne fosse ancora bisogno, la gravità delle condizioni di vita dei detenuti nei penitenziari italiani.</p>
<p>La “prepotente urgenza” dichiarata dal Capo dello Stato solo pochi mesi fa, non trova ancora risposte da parte delle istituzioni.</p>
<p>Ci chiediamo solo quanto tempo passerà ancora per leggere altre notizie come questa e quanto ne passerà prima che si decida di intervenire con le misure necessarie a porre rimedio e rientrare nella legalità.</p>
<p>Ci chiediamo che fine faccia il principio costituzionale della presunzione di innocenza di fronte al sofraffolamento delle sezioni giudiziali dove sono recluse persone in attesa di giudizio.</p>
<p>Ci chiediamo che senso abbia il principio costituzionale della pena rieducativa rispetto all’abbandono che tutti i detenuti e il personale penitenziario percepiscono da parte delle istituzioni.</p>
<p>Se la nostra Costituzione ha un senso lo dovremmo cercare nelle nostre Carceri. Li si può vedere se il diritto che questa tutela è concretamente vivo o se è sistematicamente violato.</p>
<p>Quanto tempo ancora? Quante vittime ancora?</p>
<p>Zeno Gobetti</p>
<p>Segr. Ass. radicale di Bologna “G.Masi”</p>
<p>www.radicalimasi.bo.it</p>
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		<title>APPELLO DELL&#8217;ASSOCIAZIONE RADICALE CERTI DIRITTI AL SINDACO DI BOLOGNA PER IL RICONOSCIMENTO DEL MATRIMONIO DI MARZOCCHI E NOGUEROLES, SPOSATI IN SPAGNA. ATTO DI AFFERMAZIONE DI COSCIENZA PER L&#8217;EGUAGLIANZA E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI</title>
		<link>http://www.radicalimasi.bo.it/blog/2011/11/09/appello-dellassociazione-radicale-certi-diritti-al-sindaco-di-bologna-per-il-riconoscimento-del-matrimonio-di-marzocchi-e-nogueroles-sposati-in-spagna-atto-di-affermazione-di-coscienza-per-legua/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 08:59:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeno.gobetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Bologna, 8 novembre 2011
Comunicato Stampa dell&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti:
 
L&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti ed Ottavio  Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia si appellano al Sindaco di  Bologna Virginio Merola per il riconoscimento del loro matrimonio  celebrato in Spagna il 20 agosto scorso. Marzocchi, cittadino italiano  nato a Bologna e membro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong> </strong></span></span></p>
<p><strong>Bologna, 8 novembre 2011</strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><strong>Comunicato Stampa dell&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti:</strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><span style="font-size: small;">L&#8217;Associazione Radicale Certi Diritti ed Ottavio  Marzocchi e Joaquin Nogueroles Garcia si appellano al Sindaco di  Bologna Virginio Merola per il riconoscimento del loro matrimonio  celebrato in Spagna il 20 agosto scorso. Marzocchi, cittadino italiano  nato a Bologna e membro della direzione di Certi Diritti, e Nogueroles  Garcia, cittadino spagnolo ed iscritto a Certi Diritti, hanno  depositato lo scorso 4 novembre, presso gli uffici del anagrafici del  Comune di Bologna la domanda per il riconoscimento in Italia del loro  matrimonio, corredato dai documenti necessari. E&#8217; molto probabile che il  Comune di Bologna dia una risposta standard di diniego di tale  riconoscimento. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Marzocchi  e Nogueroles si appellano pero&#8217; al Sidaco di Bologna perché compia un  atto di affermazione di coscienza per l&#8217;eguaglianza e contro le  discriminazioni basate sull&#8217;orientamento sessuale e per garantire tale  riconoscimento sulla base della Costituzione italiana, della Carta dei  diritti fondamentali dell&#8217;UE, dei Trattati e delle direttive europee,  disapplicando quanto la stessa Europa chiede con i Trattati, e che il  Governo ignora, sul riconoscimento in Italia delle unioni tra persone  dello stesso sesso,. L&#8217;Italia considera le unioni contratte all&#8217;estero  come &#8220;contrarie all&#8217;ordine pubblico&#8221; &#8211; come se le coppie dello stesso  sesso fossero un pericolo per l&#8217;ordine pubblico quali le organizzazioni  criminali o terroristiche &#8211; e quindi nulle, inesistenti, illegali,  proibite. La stessa Corte di Cassazione con alcune importanti sentenze  ha dichiarato che nell&#8217;ambito del diritto di famiglia non si possono  applicare norme sull&#8217;ordine pubblico.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p id="yui_3_2_0_1_1320828913142100"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Nogueroles  e Marzocchi chiedono anche alle autorità spagnole di difendere il  riconoscimento dei diritti acquisiti sulla base della legge spagnola  negli altri Stati membri dell&#8217;Unione europea, Italia inclusa. Infine  chiedono di interrompere la politica di discriminazione basata  sull&#8217;orientamento sessuale che nega il riconoscimento degli effetti  della legge sul matrimonio o sull&#8217;unione civile di uno stato estero  quando riguarda le coppie dello stesso sesso, mentre accetta e riconosce  gli effetti della stessa legge quando riguarda coppie di sesso diverso. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Per  ottenere l&#8217;eguaglianza sono necessarie azioni e persone che abbiano il  &#8220;coraggio&#8221; di interrompere le prassi italiane discriminatorie e di  applicare i principi di base della democrazia e dei diritti umani  fondamentali, e Marzocchi e Nogueroles chiedono al sindaco di Bologna di  compiere tali azioni. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman;">Marzocchi  e Nogueroles continueranno in ogni caso la battaglia legale contro le  discriminazioni e per l&#8217;eguaglianza, e preannunciano che  la  loro vicenda verrà portata presso le giurisdizioni nazionali ed europee.</span></span></p>
<p><span><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;">L&#8217;iniziativa  si inquadra nella campagna di Affermazione Civile di Certi Diritti che  ha portato davanti alle corti nazionali ed europee le situazioni di  discriminazione vissute dalle coppie dello stesso sesso in Italia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"> </span></p>
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		<title>Riunione ass. radicale di Bologna &#8220;G.Masi&#8221; martedì 25</title>
		<link>http://www.radicalimasi.bo.it/blog/2011/10/21/riunione-ass-radicale-di-bologna-g-masi-martedi-25/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 18:05:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeno.gobetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.radicalimasi.bo.it/blog/?p=443</guid>
		<description><![CDATA[Martedì 25 ottobre in via Santo Stefano 43 dalle ore 21:00 si terrà la riunione precongressuale dell&#8217;associazione radicale di Bologna &#8220;Giorgiana Masi&#8221;. La riunione sarà l&#8217;occasione per discutere insieme della situazione politica degli ultimi mesi e delle prospettive per le battaglie radicali a Bologna e in Italia in vista del prossimo congresso dei Radicali italiani.
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 25 ottobre in via Santo Stefano 43 dalle ore 21:00 si terrà la riunione precongressuale dell&#8217;associazione radicale di Bologna &#8220;Giorgiana Masi&#8221;. La riunione sarà l&#8217;occasione per discutere insieme della situazione politica degli ultimi mesi e delle prospettive per le battaglie radicali a Bologna e in Italia in vista del prossimo congresso dei Radicali italiani.</p>
<p>Il segretario<br />
Zeno Gobetti</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Decadenza dell&#8217;Arci</title>
		<link>http://www.radicalimasi.bo.it/blog/2011/09/27/decadenza-dellarci/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 07:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>zeno.gobetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>

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		<description><![CDATA[Apprendiamo che, a seguito delle vicende che i                         mass media hanno portato sulle pratiche legate                 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Apprendiamo che, a seguito delle vicende che i                         mass media hanno portato sulle pratiche legate                         al bondage, l&#8217;arci ha deciso di non dare più                         ospitalità all&#8217;evento “Decadence” che due volte                         al mese ricorreva al Millennium, (circolo Arci                         in via Riva di Reno)e di chiedere a tutti i                         circoli ad essa annessi di non dare ospitalità a                         tali eventi. Esprimiamo la nostra                         disapprovazione a tale decisione fatta da                         un&#8217;associazione che dice di “lottare contro ogni                         forma di esclusione e discriminazione” e che nei                         fatti sembra voler agire in maniera opposta. Se                         l&#8217;Arci avesse altri motivi, li dica. E&#8217; facile                         dirsi a favore di lesbiche e gay quando ormai                         nella nostra cultura sta cominciando ad essere                         accettata questa tendenza sessuale, ma basta che                         i moralizzatori puntino il dito contro qualcosa                         di mal visto, magari perché semplicemente non                         capito, che la sinistra di potere torni ad                         essere la stessa che votava contro divorzio e                         legalizzazione dell&#8217;aborto in parlamento, la                         stessa che guardava male gli omosessuali.<br />
E&#8217; triste vedere l&#8217;Arci, e con essa il PD, dare                         segni sempre più evidenti di allontanamento da                         una sinistra europea anziché lottare per le                         diversità, dal bondage, al poter pregare in una                         moschea piuttosto che in una sinagoga o in una                         chiesa, piuttosto che nell&#8217;apprezzare la vita                         diurna o quella notturna. Ognuno di noi è                         diverso dagli altri, è la bellezza della natura                         umana e finché i comportamenti avvengono in                         consensualità e non nuocciono agli altri                         dovrebbe essere una battaglia, innanzitutto                         della sinistra stessa, agire senza pregiudizi o                         moralismi.<br />
Esprimiamo ai gestori del Decadence, ai suoi                         frequentatori, alle più di 4&#8242;000 persone (al                         momento) che hanno segnato l&#8217;appello su facebook                         per la non sospensione di tale attività in                         quella sede i nostri migliori auguri che non ne                         esca un compromesso ghettizzante e che, se                         l&#8217;Arci non dovesse cambiare idea (o se loro                         preferissero andarsene comunque), possano                         trovare un posto anche migliore in cui                         organizzare le loro serate.</p>
<p>Roberto Baietti</p>
<p>Ass. radicale di Bologna &#8220;G. Masi&#8221;</p>
<p>www.radicalimasi.bo.it</p>
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