Relazione visita alla Dozza

ago 15th, 2008 | Di zeno.gobetti | Categoria: Associazione G. Masi, Bologna, Comunicati

Questa mattina,15 agosto 2008, l’On. Marco Beltrandi, (deputato radicale eletto nelle liste del PD in Emilia Romagna,) accompagnato da Fabrizio Gambarini (Comitato nazionale Radicali Italiani) e da Zeno Gobetti (segretario Ass. radicale di Bologna “G.Masi”) si sono recati in visita al carcere bolognese della Dozza con lo scopo di accertare le reali condizioni di vita dei detenuti e del personale carcerario.

Nel corso della visita, l’On. Beltrandi ha potuto visitare personalmente la sezione maschile e femminile, sia giudiziale (detenuti in attesa di giudizio) sia penale (detenuti con pena definitiva). Al 14 agosto 2008, stando ai dati forniti dall’amministrazione penitenziaria dell’Istituto, il numero dei detenuti è di 1.030. La situazione di sovraffollamento è evidente visto che l’Istituto in origine prevedeva una capienza regolamentare di 483 detenuti. Quindi abbiamo verificato di persona la sparizione completa degli effetti benefici dell’indulto.

In particolare, è stato possibile riscontrare le difficili condizioni di vita nella sezione giudiziale maschile, dove in celle strutturate per una sola persona, vivono fino a tre detenuti. Nelle celle non è prevista l’erogazione di acqua calda e i detenuti si lavano nelle docce comuni. Ci è stato detto che sono previsti lavori di rifacimento delle docce che allo stato attuale presentano un aspetto fatiscente.

Per quanto riguarda l’attività dei detenuti, soltanto un centinaio su più di mille prestano servizio di lavoro all’interno dell’istituto (pulizia, manutenzione ecc…) e circa un altro centinaio svolgono attività lavorative all’esterno. La mancanza di lavoro è stata in più occasioni sollevata nei colloqui personali avuti con i detenuti.

L’istituto ha attivato una serie di attività interne. E’ già attivo un orto per la produzione di basilico interamente curato dai detenuti. E’ prevista la costruzione di un forno per la produzione del pane, ma non è ancora chiaro quando questo progetto potrà essere effettivamente attivato.

La carenza più grave riguarda la mancanza di un progetto adeguato di assistenza educativa. Su 1.030 detenuti sono attivi nell’istituto soltanto cinque educatori. Un numero decisamente insufficiente rispetto alle necessità dell’Istituto per poter dare un’offerta formativa dignitosa.

L’assistenza sanitaria sembra essere adeguata alle esigenze. Sono stati dichiarati 282 detenuti tossicodipendenti e 69 sono in trattamento metadonico.

Per quanto riguarda il personale di Polizia penitenziaria, sono previsti dalla pianta organica 567 agenti, ne sono in realtà presenti 381. Con l’aumento delle funzioni e il sott’organico permanente, le condizioni di lavoro degli agenti sono peggiorate nel corso degli ultimi anni. Il personale lamenta la difficoltà di reperire fondi per finanziare progetti di attività, soprattutto dedicate agli ex-detenuti. In particolare, si conferma una tendenza da parte delle amministrazioni pubbliche a non dedicare troppe risorse ai programmi di reinserimento alla vita sociale degli ex-detenuti. Questo, a nostro parere, è il vero fronte della sicurezza su cui è necessario investire per l’oggi e per il domani.

In conclusione, nonostante l’impegno del personale penitenziario, il costante peggioramento delle condizioni di vita nel carcere dovute al sovraffollamento, rendono molto difficili le attività necessarie alla cura dei detenuti.

Al seguente Link è possibile ascoltare l’intervervento di Marco Beltrandi su Radio radicale a seguito della visita alla Dozza.

http://www.radioradicale.it/scheda/260536

 

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